Renato Bartoccini (Roma, 1893–1963) fu uno dei principali archeologi italiani del Novecento, attivo soprattutto tra le due guerre e nel secondo dopoguerra. Dopo aver partecipato come volontario alla Prima guerra mondiale, durante la quale fu più volte decorato, si laureò in archeologia nel 1917. Negli anni Venti lavorò in Tripolitania (Libia), dove divenne soprintendente e diresse importanti scavi a Sabratha e Leptis Magna, contribuendo in modo significativo alla conoscenza dell’archeologia romana in Africa, seppur con metodi propri dell’epoca. In questi anni aderì al nazionalismo e al fascismo.
Rientrato in Italia, operò a Ravenna occupandosi del restauro di importanti monumenti bizantini e guidò missioni archeologiche in Transgiordania, in particolare ad Amman. In seguito ricoprì incarichi in Puglia, lavorando tra Taranto, Lecce e Canne, e durante la Seconda guerra mondiale fu impegnato anche a Rodi e nella tutela del patrimonio artistico. Nel dopoguerra, nonostante il suo passato politico, fu prosciolto e proseguì la carriera come soprintendente nell’Etruria meridionale, dirigendo scavi a Tarquinia, Vulci e in altri siti, e contribuendo alla riorganizzazione del Museo di Villa Giulia. Tornò inoltre a lavorare in Libia.
Studioso prolifico e organizzatore instancabile, Bartoccini affiancò all’attività sul campo un’intensa produzione scientifica e numerosi incarichi istituzionali, mantenuti fino alla morte nel 1963.

Descrizione

Il fondo si articola in una parte libraria e in una parte archivistica. La sezione libraria comprende principalmente volumi dedicati all’archeologia delle aree in cui lo studioso è stato attivo, oltre a testi di autori antichi, prevalentemente riferibili alla sua formazione giovanile; complessivamente, la biblioteca personale conta oltre 800 monografie, vari estratti e numerose annate di riviste. La sezione archivistica raccoglie documentazione relativa in particolare alle attività svolte in Libia, Giordania, Rodi e in diverse regioni italiane in cui egli operò.

Modalità di acquisizione

Nel 1997 Fiorella Bartoccini, già docente di Storia del Risorgimento presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Perugia (1968–1987), donò alla Biblioteca di Studi Classici il fondo librario e l’archivio appartenuti al padre. La sezione archivistica, affidata alla gestione della Facoltà di Lettere e Filosofia dai primi anni del Duemila sotto la responsabilità della dott.ssa Agnese Massi, è tornata dal 2021 sotto la custodia e la gestione della Biblioteca Umanistica nella quale è confluita la già Biblioteca di Studi Classici.

Fondi collegati

Altri fondi librari e archivistici di Renato Bartoccini
- Fondo librario donato da Renato Bartoccini presso la Biblioteca della Direzione Regionale Musei Abruzzo a Chieti (https://polouda.sebina.it/SebinaOpacChieti/.do?locale=eng&pb=UDAVF)
- Fondo archivistico di Renato Bartoccini presso il Centro di documentazione e ricerca sull'archeologia dell'Africa Settentrionale "Antonino Di Vita" dell’Università di Macerata (https://cas.unimc.it/esplora/archivio-fondi/fondo-bartoccini/)
- Fondo Bartoccini, Archivio della Scuola Archeologica Italiana di Atene
- Archivio Storico Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri dove si trova la corrispondenza intercorsa tra Bartoccini e il Ministero, da cui dipendevano le attività di ricerca.
- Istituto di Studi Romani (corrispondenza di Renato Bartoccini del periodo 1929-1938).
- Archivi delle Soprintendenze archeologiche delle sedi in cui Bartoccini operò (in particolare Roma, Bari, Taranto, Ravenna).
- Fascicolo personale: Roma, Archivio Centrale di Stato, Ministero dei Beni Culturali – Direzione Generale degli Affari Beni e Gestione, Personale cessato al 1972, Soprintendenti, fasc. 20.

Strumenti di ricerca

I volumi sono reperibili nel Catalogo d'Ateneo. A partire da questo permalink del servizio Unico è possibile visualizzarne descrizione e localizzazione (i periodici sono in corso di recupero catalografico).

Bibliografia su Renato Bartoccini
P. Romanelli, Renato Bartoccini, in Studi Romani, 11, 1964, pp. 706-708.
M. Moretti, Renato Bartoccini, in Bollettino d’arte, 49, 1964, p. 191.
P. Romanelli, Commemorazione di R. Bartoccini e S. Aurigemma, in Rendiconti della pontificia Accademia di archeologia, 37, 1964-65, pp. 13-17, 23-29.
G. Caputo, Renato Bartoccini (1893-1963), in Studi Etruschi, 33, 1965, pp. 655-656.
R. Rinaldi Tufi, Bartoccini, Renato, in Dizionario biografico degli italiani. Vol. 34,  Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Roma, 1988  (https://www.treccani.it/enciclopedia/renato-bartoccini_(Dizionario-Biografico)/).
Renato Bartoccini, s.v., in https://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Bartoccini.
U. Pappalardo, Renato Bartoccini, in Dizionario biografico dei Soprintendenti archeologi (1904-1974), Bologna: Bononia University press, 2012, pp. 120-123.
Bibliografia di Renato Bartoccini in Rendiconti della pontifica Accademia di archeologia, 37, 1964-1965, pp. 23-29.

Bibliografia delle opere che hanno utilizzato materiali del Fondo
Anastasio, L. Botarelli, The Ayyubid/Mamluk Pottery from the 1930 Italian Excavation on the Citadel of Amman, in Faenza 1, 2014, pp. 32-43
Anastasio, L. Botarelli, The 1927-1938 Italian archaeological expedition to Transjordan in Renato Bartoccini’s archives, Oxford: Archeopress archaeology, 2015.
Santi, N. Labanca, Sguardo a Levante: la politica culturale italiana sul patrimonio archeologico e monumentale del Dodecanneso: 1912-1945, Milano Udine: Mimesis, 2018.
D, Blackman, Bartoccini and the excavation of the ancient shipsheds at Rhodes, in Annuario SAIA, 100.1, 2022, pp. 462-479.

Condizioni di accessibilità

Il fondo è consultabile presso la Biblioteca Umanistica secondo le modalità previste per le collezioni speciali. Il materiale non è prestabile né fotocopiabile; è consentita la fotoriproduzione con mezzi propri.

Localizzazione

Biblioteca Umanistica

Referente per la consultazione

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Autore della scheda e ultimo aggiornamento

Sabrina Boldrini, creazione scheda 30.03.2026

 

Renato Bartoccini

 

 

 

 

 

 

 

 

Renato Bartoccini, Scavi ad Amman, Università degli Studi di Perugia, © Fondo Renato Bartoccini, PGB 459